1977 | 2017 – Saturday Night Fever… la ‘febbre’ dei Bee Gees

1977 | 2017 – Saturday Night Fever… la ‘febbre’ dei Bee Gees

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Well, you can tell by the way I use my walk. I’m a woman’s man: no time to talk… / You’re stayin’ alive, stayin’ alive” cantavano i Bee Gees in uno dei brani più famosi di tutta la storia.                                                                        1977. Sugli schermi di tutto il mondo scoppiò la Febbre del sabato sera – Saturday night fever diretto dal regista John Badham, uno dei film più celebri di sempre che lanciò anche John Travolta nel ruolo di Tony Manero (si aggiudicò una nomination agli Oscar 1978 come Miglior attore protagonista).

Un successo senza precedenti, spinto dalla colonna sonora costituita prevalentemente dai brani dei Bee Gees: il disco ha venduto oltre 45 milioni di copie, conquistando 15 dischi di platino e trasformandosi in una delle colonne sonore più vendute di sempre (per alcuni anni, prima della pubblicazione di Thriller di Michael Jackson, fu l’album più venduto della storia). Nel 2010, il film è entrato a far parte della National Film Registry, che lo ha definito “storicamente e culturalmente significativo”. La pellicola è tratta da un’inchiesta giornalistica Tribal rites of the new saturday night di un quotidiano newyorkese sulla vita notturna delle comunità povere metropolitane, in contrapposizione alla vita mondana delle classi agiate di Manhattan.

La colonna sonora dei fratelli Gibb – Barry, Robin e Maurice –contenuta in un doppio album, contiene diciassette brani tra cui Stayin’ AliveHow Deep Is Your Love (in cui emerge la straordinaria coralità vocale dei fratelli Gibb), Night Fever, More Than A Woman (eseguita anche dai Tavares), If I Can’t Have You cantata da Yvonne Elliman (Maria Maddalena di Jesus Christ Superstar).                                                                        La mostra ROCK!7 celebra questo film, simbolo di un’epoca, e il genio musicale dei Bee Gees, gruppo tra i più longevi della storia, autori di grandi dischi, con un’area a loro dedicata dove – oltre a memorabilia, dischi originali d’epoca, autografi della band – spicca in esposizione una Gibson d’epoca, una delle chitarre personali di Barry Gibb, messa a disposizione da Nicola Paparusso, amico personale di Gibb e Segretario Generale di African Fashion Gate, partner della mostra per l’edizione-2017.

Nativi dell’isola di Man dove la famiglia, proveniente da Manchester, si trasferì per motivi di lavoro del padre Hug, musicista anch’egli, Barry (classe 1946), i gemelli Maurice e Robin (nati nel 1949) e Andy (1958) già da piccolissimi fondarono un primo gruppo chiamato The Rattlesnakes. Nel 1960 i ragazzi – dell’età di 14 e 11 anni – cominciano a lavorare per la tv australiana, proponendo brani melodici e cover d’autore.

Nel 1965 pubblicano il loro primo Lp: The Bee Gees sing and play 14 Barry Gibb songs. Ritornati in Inghilterra, i tre fratelli sono contattati da Robert Stingwood che è un socio della NEMS, la casa di produzione di Brian Epstein, il manager dei Beatles: è la svolta. Esce New York Mining Disaster 1941, contenuta nel primo album inglese del trio: Bee Gees 1st. Da quel momento i Bee Gees venderanno più di 230 milioni di dischi (270 se si contano i lavori scritti e prodotti per altri artisti), scriveranno brani per centinaia di artisti famosi che canteranno le loro canzoni, produrranno artisti come Barbra Streisand, Celine Dion, Diana Ross, Dionne Warwick

I Bee Gees si trovano al quinto posto tra gli artisti di maggiore successo mondiale. Vantano un record assoluto in Gran Bretagna, con almeno una “numero uno” in ciascuno dei tre decenni di attività. Hanno avuto 6 singoli consecutivi al numero uno nelle classifiche americane. Come i Beatles, hanno avuto cinque canzoni contemporaneamente nella top ten statunitense. Barry ha scritto 16 “numeri uno” in America (solo John Lennon Paul McCartney ne hanno scritte di più) e 14 come produttore (anche qui terzo dopo George Martin Steve Sholes).

Oggi Barry è l’unico sopravvissuto. Il fratello più piccolo Andy (che pubblicò tre album tra il ‘77 e l’80) è morto per problemi cardiaci nel 1988. Maurice il 12 gennaio del 2003 per un attacco cardiaco. Robin il 20 maggio del 2012 di cancro.

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